La Regione Lazio (legge regionale 7 del 22 ottobre 2018, art. 74) riconosce un sostegno economico alle famiglie residenti nel Lazio, con minori – fino e non oltre il compimento del dodicesimo anno di età, e dal dodicesimo anno d’età e un giorno, fino ai 17 anni e 364 giorni compiuti – con diagnosi di disturbo dello spettro autistico (ASD).
La base legislativa principale è il Regolamento Regionale n. 1 del 15 gennaio 2019 (e successive modifiche, tra cui il recente R.R. n. 23/2025), che disciplina gli interventi a favore delle famiglie con minori nello spettro autistico.
In linea con le disposizioni della Regione Lazio, Il contributo, erogato tramite avvisi pubblici gestiti dai Distretti socio-sanitari, è finalizzato a rimborsare le spese sostenute per trattamenti psicologici, comportamentali ed educativi basati su evidenze scientifiche riconosciute (es. ABA, ESDM, TEACCH).
Chi può accedere al beneficio
Il supporto è rivolto a nuclei familiari residenti nel territorio regionale che abbiano figli con diagnosi di ASD, suddivisi in due fasce di età:
- Fascia 0–12 anni: Interventi mirati al supporto precoce e alla gestione quotidiana.
- Fascia 12–17 anni (fino al compimento del 18° anno): Progetti dedicati all’adolescenza e alla transizione verso l’autonomia, con focus sul potenziamento delle abilità sociali.
Condizioni per l’erogazione
Per accedere al contributo, i trattamenti devono essere:
- Inclusi in un Progetto Terapeutico Riabilitativo Personalizzato (PTRP) o PAI, redatto in collaborazione con i servizi sanitari locali (ASL/NPIA).
- Erogati da professionisti iscritti all’Elenco Regionale, che garantisce l’idoneità e la specializzazione necessaria nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico.
I Criteri di Valutazione
La valutazione viene effettuata dalle commissioni competenti dei Distretti Socio-Sanitari sulla base di:
- Situazione Socio-Economica (ISEE): L’indicatore ISEE è un fattore determinante. Sono spesso previste fasce di priorità, con un’attenzione particolare verso i nuclei familiari con ISEE più basso (spesso identificato come soglia di particolare priorità quella pari o inferiore a 8.000€).
- Risorse e servizi già attivi: Si valuta l’integrazione del sostegno economico con le risorse e i servizi già attivi a favore del minore nella rete socio-sanitaria (inclusi i centri di riabilitazione accreditati). Il contributo ha infatti natura di “misura integrativa”.
- Composizione del nucleo: Viene data priorità ai nuclei familiari con più di un figlio con diagnosi di disturbo dello spettro autistico.
- Situazioni di fragilità: Si considera la presenza di condizioni come, ad esempio, l’essere un nucleo monogenitoriale.
Tetto di Spesa
Il Regolamento Regionale stabilisce un tetto di spesa ammissibile massimo per ogni minore, che generalmente si attesta sui 5.000,00 euro annui.
- Nota bene: Questo è un tetto massimo di spesa rimborsabile. L’entità effettiva del contributo erogato dipenderà dalle risorse complessivamente disponibili nel fondo di ciascun Distretto per l’annualità di riferimento e dal numero di domande pervenute e approvate.
La Procedura di Erogazione
Il contributo è erogato come rimborso per le spese effettivamente sostenute per trattamenti educativi o riabilitativi (es. ABA, ESDM, TEACCH, ecc.). Affinché la spesa sia valutabile e rimborsabile, devono essere rispettate queste condizioni fondamentali:
- Professionisti qualificati: I trattamenti devono essere erogati da professionisti inseriti nell’Elenco Regionale dedicato.
- Progetto Personalizzato: Il trattamento deve essere parte integrante di un Progetto Terapeutico Riabilitativo Personalizzato (PTRP) o PAI, redatto e condiviso in collaborazione con le strutture sanitarie locali (ASL/NPIA).
- Rendicontazione: Le famiglie devono presentare la documentazione contabile delle spese sostenute nei tempi previsti dagli Avvisi Pubblici di ciascun Distretto per poter accedere alla liquidazione.
Consiglio: poiché l’erogazione avviene tramite specifici Avvisi Pubblici pubblicati dai Comuni o dai Distretti di appartenenza, i criteri di punteggio possono subire piccole variazioni locali. È fondamentale consultare sempre l’Avviso pubblicato dal proprio distretto socio-sanitario di riferimento per conoscere le modalità specifiche dell’anno in corso.





